Vantaggi fiscali ed interconnessioni…che cosa vogliono davvero i nostri clienti?

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Ciao a tutti cari colleghi,

oggi vi vorrei parlare di un argomento sempre molto caldo che da anni risuona all’interno di aziende e fa venire l’acquolina in bocca agli imprenditori desiderosi di agevolazioni.

Parliamo di industria 4.0 e di interconnessione, di credito d’imposta e superammortamento, di benifici fiscali e di chi in B+B con un pò di sconforto cerca di far comprendere come quei tanto desiderati dati utili all’ottenimento del credito, celino dei vantaggi molto più reali che solo i lungimiranti riescono a cogliere.

Per chi non ne fosse al corrente, La legge di bilancio 2021 ha rinnovato gli incentivi di Transizione 4.0 per l’acquisto di beni strumentali interconnessi o non (ex superammortamento) da parte delle imprese, mantenendo la tipologia di modalità di godimento dell’agevolazione 2020, ovvero il credito di imposta.

Prima di tutto l’aliquota per il credito sale rispetto all’anno scorso dal 40 al 50% del valore dei beni acquistati, in secondo luogo sarà possibile usufruire del credito immediatamente nell’anno dell’investimento, senza attendere il successivo per beni interconnessi. 

Ma cosa significa interconnettere i macchinari al sistema di produzione?

Negli anni se ne sono sentite tante ma la legge cosi riporta “affinché tale requisito possa considerarsi soddisfatto è necessario (e sufficiente) che il bene: scambi informazioni con sistemi interni e/o esterni per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCPIP, HTTP, MQTT, ecc.) e sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP)”

Curiosa di capire come in questi anni fosse stato interiorizzato questo concetto e a quale livello di comprensione fossimo arrivati, ho fatto due chiacchere con Roberta F. e Luca V. :

“Qual è la richiesta principale che il cliente pone inizialmente? è interessato ad interconnettere i sistemi perche ne capisce l’importanza?”

R: i clienti sanno a grandi linee cosa significhi interconnettere il sistema gestionale con la macchina da produzione. In prima battuta la necessità è dettata dall’interesse verso l’aspetto economico nell’immediato ma POCHE VOLTE, cercano di approfondire subito qual è il modo per sfruttare al meglio l’opportunità che viene data al fine di incrementare la produttività, diventare più competitivi, semplificare il lavoro delle persone e raccogliere dati da analizzare a breve e medio termine.

L: C’è chi vede e usufruisce dei vantaggi dell’integrazione, ma c’è anche chi pensa solo agli incentivi dell’industria 4.0 e basta, magari non utilizzando più tutto il lavoro fatto. Dal momento che ogni integrazione dipende dalla macchina con cui ci si deve connettere, l’entità del lavoro da svolgere cambia. Ci sono volte in cui risulta tutto abbastanza semplice e senza grosse difficoltà, altre volte in cui tutto diventa più complicato e questo non sempre viene compreso.

“Come viene gestito questo processo?”

L: Normalmente sono i tecnici del cliente (o i loro fornitori che gestiscono la macchina) che ci fanno avere le specifiche di come la macchina acquisisce e ritorna i dati. Il processo di integrazione si divide in 2 parti di solito: l’invio dati della commessa che si deve produrre e il recupero delle informazioni di consuntivo a fine produzione ​.Una terza parte riguarda il monitoraggio della macchina, ossia sapere cosa sta facendo in qualsiasi momento (è ferma, spenta, in blocco/anomalia, in produzione, …)

R: E’ necessario coordinare molte persone di aziende diverse che entrano in gioco in tutto il progetto. Il cliente normalmente sa che che può avere il beneficio fiscale dell’interconnessione e per prima cosa si affida ad un perito. A volte capita che il cliente tenda a sottovalutare il lavoro necessario oppure a richiedere di fare il minimo indispensabile. Per me è sconfortante capire che non si comprenda l’opportunità che sta dietro a tutto questo e in questi casi è abbastanza frustrante fare un lavoro sospettando già che non verrà utilizzato.

Per fortuna però, nell’ultimo periodo l’attenzione e la coscienza si stanno spostando sempre più nel verso giusto.

“C’è qualche cliente che utilizza i rilevamenti a bordo macchina in modo efficace?”

R: Certamente, ormai abbiamo molti clienti che utilizzano l’interconnessione in modo spinto. Noi abbiamo avuto la fortuna di implementare il bordo macchina Packway anche avvalendoci della collaborazione con Bobst tanti anni fa. Ancora non ne eravamo consapevoli ma stavamo già lavorando nell’ambito dell’interconnessione. Poi ne sono arrivate molte altre: Kongsberg con il software Esko, rivestitrici Emmeci, Casemaker EDF ecc.

C’è un cliente che però terrei a citare: Scatolificio Bassanese 2. Il titolare ha compreso bene la filosofia dell’allora industria 4.0. E’ stato un progetto davvero interessante perchè abbiamo analizzato tutto il flusso, partendo dall’inserimento della scheda tecnica degli articoli denonimati “angolari” prodotti appunto dalla macchina da interconnettere. Abbiamo analizzato i dati utili da inviare alla macchina per il presetting e per la palletizzazione. Attualmente l’operatore macchina trova già tutti i dati inseriti automaticamente (e vi assicuro sono tanti!) senza dover digitare nulla e la macchina viene preimpostata automaticamente per la produzione e anche per la composizione del pallet di prodotto finito e la stampa automatica delle etichette di pallet. Ovviamente riceviamo anche i dati di ritorno che servono per capire i tempi di produzione, consuntivi, fermi ecc per le analisi di produttività.

Ringraziamo i nostri colleghi che con passione e dedizione svolgono il loro lavoro e attendiamo di essere informati su altri nuovi progetti interessanti da condividere.

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